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IOM Partner della 26a edizione del Festival MEDFILM

Nella sua 26° edizione il MEDFILM Festival ha organizzato il 13 novembre 2020, in collaborazione con l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), un webinar sul tema della cultura come motore dell'economia e sul valore della migrazione circolare " MEDFILM FESTIVAL - 26° edizione // "LA MIGRAZIONE CIRCOLARE".

L'OIM è presente in questa edizione del MEDFILM Festival come partner per la realizzazione della prima edizione di MEDFILM WIPS - Works in Progress, che si propone come bando internazionale per il sostegno alle imprese audiovisive dell'area euromediterranea. Inoltre, attraverso la condivisione di un video con il pubblico, questo webinar è stato anche l'occasione per presentare il progetto MOBI TRE Hajti Bik, un'iniziativa incentrata sulla cooperazione transnazionale tra Italia e Tunisia che promuove lo sviluppo delle regioni del Nord Ovest e del Sud Est della Tunisia attraverso il contatto e la collaborazione tra imprenditori tunisini e investitori della diaspora tunisina residenti in Italia.
Il webinar è stata soprattutto l'occasione per fare il punto sulle migrazioni come opportunità di crescita e sviluppo sia a livello economico che culturale, con preziose testimonianze di relatori provenienti dal mondo della musica e del cinema che, attraverso le loro esperienze, hanno spiegato come le migrazioni e gli scambi tra le culture siano fondamentali per il loro lavoro. L’incontro è stato introdotto da Laurence Hart, Capo Missione dell'OIM Italia, che ha sottolineato come la migrazione sia una storia di contaminazione reciproca, soprattutto nel Mediterraneo, e come questo fenomeno rappresenti un vero e proprio veicolo di cambiamento economico e sociale.

Il webinar è poi iniziato con la partecipazione virtuale di Ginella Vocca, fondatrice e direttrice del MedFilm Festival, Azza Chaabouni, responsabile dei progetti MEDFILM Works in Progress e MEDFILM Talents, Ahmed Afiene, attore, regista e autore, Ziad Trabelsi, artista, musicista e direttore dell'Orchestra Almar'à, Silvia La Rocca, anche lei musicista dell'Orchestra Almar'à, e Maurizio Busia, direttore del Festival du Désert di Firenze.

Va sottolineato come questo webinar, che si occupa della migrazione circolare come vettore di scambio e di diversità, si impegna nella battaglia culturale e storica intorno alla comprensione ideologica delle nuove nozioni di migrazione nell'era moderna. Ahmed Afiene in questo senso ritiene che "vivere tra l'Italia e la Tunisia sia una forma di arricchimento che aumenta il capitale di ricchezza simbolica" e parla anche della necessità di essere più vicini l'uno all'altro, precisando che "il Nord Africa e l'Italia hanno sempre avuto un forte legame". A questo proposito, Azza Chaabouni ha osservato, tuttavia, che le due sponde del Mediterraneo non hanno gli stessi benefici di circolazione, con la parte meridionale che ha meno opportunità di circolazione rispetto a quella settentrionale.  Ziad Trabelsi, direttore dell'Orchestra Almar'à, ha parlato dell'importanza del mix culturale, che cerca di esprimere attraverso la sua musica, e della diversità come elemento necessario per creare armonia.

In questo senso Silvia La Rocca, flautista dell'Almar'à Orchestra, ha anche menzionato l'importanza della rappresentazione della diversità all'interno dell'orchestra e il messaggio che essa trasmette: l'unione della diversità all'interno di questo gruppo di musicisti è possibile e la loro diversità è la loro ricchezza e la loro bellezza. Maurizio Busìa, direttore del Festival du Désert, ha toccato questo aspetto quando ha parlato del lavoro culturale dei festival che permettono di allargare l'immaginario collettivo grazie alla rappresentazione della diversità.

Ginella Vocca, fondatrice del Festival, spiega che il MedFilm Festival dà visibilità a film che altrimenti non avrebbero la possibilità di essere visti sui media mainstream, e mira quindi a creare uno spazio di scambio attraverso questa nuova dimensione online, una nuova opportunità che "è un'occasione per mantenere una connessione" anche in questi tempi difficili, spiega.

È nello stesso quadro di mantenimento della connessione che si colloca il progetto Hatji Bik, che vuole essere anche un vettore di informazione e un punto focale per la sensibilizzazione sugli investimenti della diaspora nei paesi di origine.

"È importante lavorare insieme per promuovere questa universalità della differenza, per risolvere i nostri conflitti attraverso il riavvicinamento e lo scambio culturale", ha detto Flavio Di Giacomo, portavoce dell'OIM in Italia, che è stato il moderatore di questa edizione esclusiva, che si è conclusa con una nota musicale dell'orchestra Almar'A, simbolo della bellezza e della fusione degli scambi tra le culture durante questa prima edizione sulla migrazione del 26° MEDFILM Festival.

LINEE DIRETTRICI

Il bando per la selezione di imprenditori e imprenditrici tunisini/e e di investitori della diaspora tunisina in Italia per l’imprenditoria in Tunisia.

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CARTOGRAFIA DEI PROGETTI

L’OIM mette a vostra disposizione una cartografia dinamica che presenta tutti i progetti imprenditoriali.

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UFFICIO OIM TUNISIA

La Tunisia è membro dell’OIM dal 1999. La missione dell’OIM in Tunisia è stata aperta nel 2001. L’OIM si basa sul principio che una migrazione ordinata e nel rispetto della dignità umana porti benefici sia ai migranti sia alla società.

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